LE GROTTE

Da Carmelo Cavallaro “Su una grotta in prossimità dell'abitato di Gioiosa Marea”estratto da Persefone n. 1 – dicembre 1965 – Laboratorio di Geografia dell'Università di Messina.

Presso Gioiosa Marea una placca di terreni di natura calcarea si estende ad altezze varie fra il livello del mare (forse anche al di sotto di esso) e i monti di Gioiosa Vecchia. Questa placca appare discontinua e pertanto risulta in frammenti che differiscono fra loro per la direzione, l'immersione e l'angolo di inclinazione.

I primi accenni sulla grotta risalgono al Busacca “Dizionario geografico statistico e biografico” Messina, 1850:”...Degno di ammirazione è un sotterraneo che pochi anni fa si scoprì nel comune di Gioiosa Marea .... ha un'imboccatura di 6 palmi di altezza e 7 di lunghezza e la sua corsa sotterranea è di circa un miglio e mezzo .... “

Nella “Geografia d'Italia” di Gustavo Strofanello, Torino 1893, si legge: “poco lungi dall'abitato di Gioiosa Marea presso il mare, fu scoperto, non ha gran tempo, un sotterraneo che ha un'imboccatura di m. 1 ½ di altezza e m. 1,80 di larghezza ed è lungo più di 2 km” ....

Dell'esistenza di questa grotta non risulta altro riferimento.

L'esplorazione eseguita non esclude che ci si trovi di fronte ad una limitata sezione della cavità e che da imbocchi oggi sepolti si possa pervenire ad altre cavità, camere e cripte.

Il colore predominante delle pareti è grigio ma non mancano sfumature rossastre; in alcuni cunicoli la volta è ricoperta da una patina lucida dalla quale si dipartono piccole stalattiti, pur di modeste dimensioni le stalagmiti completano questa naturale bellezza.

E' da tenere presente che la facile accessibilità deve aver favorito in passato l'insediamento umano; si pensa che a seguito di un'eventuale ed oculata opera di scavo esplorativo del terreno di riporto recente si possano ritrovare tracce di interessanti industrie umane, riferentesi ad epoche ormai lontane e sporadicamente rappresentate nell'area nord orientale dell'isola, ad es. nella stazione del paleolitico superiore della grotta di S. Teodoro presso Acquedolci (Me).

Nella sezione orientale della grotta si osserva un livello di sabbia, leggermente cementato dal deposito calcareo il quale sarebbe da collegare con le sabbie della vicina spiaggia. E' purtroppo da lamentare che a più riprese la grotta sia stata sede di scarico di ingenti quantità di detriti: nelle camere nord occidentali si nota un deposito chiaramente recente (vi si notano frantumi di vasellame di tipo identico a quello oggi in uso nella zona e persino i frammenti di carbone fossile) che si potrebbe supporre derivi da scarico di materiali.

L'ubicazione delle aperture dalle quali venivano introdotti tali materiali e l'accertamento del livello di appoggio delle masse detritiche consentirebbero di far luce su alcuni problemi di natura paletnologica, antropologica e speleologica, che meriterebbero di essere risolti.

La grotta di Gioiosa indubbiamente presenta vari problemi che attendono ancora di essere esaminati e studiati.