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LA TORRE DI VINCIGUERRA – GIOIOSA
GUARDIA scheda di Angelo Pettineo
Denominazione:
Torre di Vinciguerra; castello di
Gioiosa Guardia (turris
Giusae Guardiae)
Ubicazione: località Gioiosa Vecchia
Localizzazione storica: Val
Demone
Cronologia
delle principali fasi storiche-costruttive:
XIV (terzo quarto) - fondazione
dell'insediamento e del fortilizio.
XVIII (ultimo quarto) -
abbandono dell'abitato dopo il terremoto del 1783.
Notizie storiche:
1088
- Ruggero gran conte
concede ai Benedettini di Patti un
tenimentum montuso,
denominato Meliuso, per fabbricarvi un casale (Natoli 1995, p.102).
1366 - Vinciguerra Aragona
fonda l'insediamento e vi costruisce un fortilizio (Amico 1855-56,
I,508).
XIV (fine) - confiscata
a Bartolomeo Aragona, figlio di Vinciguerra, e concessa al vescovo di
Patti ( ibidem).
1410 - menzionata
semplicemente come torre per i 'fani' (ACA, Maestro Racional 2506 - ex
inf. F.Maurici).
1558 - citato come
'piccolo castel di Giusa', distante 4 miglia da 'castel di Pilaino' (Fazello
1817, I, p.563).
1783 - un terremoto
arreca danni disastrosi all'abitato (Natoli 1995, p.105).
1798 - l'insediamento
viene abbandonato con lo spostamento degli uffici comunali (ibidem).
1801 - le suore di Sant'Anna,
ultime abitatrici di Gioiosa Guardia, lasciano definitivamente l'abitato
(ibidem).
Uso attuale: ruderi in
abbandono.
Stato di consistenza:
resti che consentono una lettura ricostruttiva molto approssimata del
manufatto.
Descrizione:
il rilievo, su cui ancora è possibile osservare i resti dell'antico
abitato si raggiunge da Gioiosa Marea attraverso una strada carrabile e ripida (km 11).
La località promana un fascino raro per la solitudine delle rovine e la
grandiosità del panorama.
L'insediamento, ancora
leggibile in tutte le sue componenti, malgrado il progressivo accumulo
di detriti, si innervava su un'asse viario che, percorrendo l'apice del
crinale, collegava da nord a sud la chiesa madre con 1'area del
fortilizio. Quest'ultimo, plausibilmente diroccato già al tempo
dell'esodo, era situato al culmine dell'altura; oggi è completamente
scomparso, fatta eccezione per pochi frammenti murari, direttamente
impostati sul più elevato affioramento roccioso che, realizzati con
conci disposti radialmente, lasciano ipotizzare la giacitura di un
torrione circolare.
Del complesso castrale dovevano fare parte alcune cisterne di cui
rimangono cospicue tracce.
L'abitato di Gioiosa Guardia rispondeva alle occasionali urgenze di
arroccamento delle comunità litoranee e, più segnatamente, di Patti.
Castelli
medievali in Sicilia -
Regione Siciliana, 2001 Assessorato dei beni culturali, ambientali e della
pubblica istruzione
L’odierna Gioiosa Marea
che si distende sulla costa a pianoro e a dolci pendii verso il mare è
sorta verso la fine del Settecento. Pur se in effetti riporta in mezzo
al candore dei palazzetti Ottocento ed alla efficiente razionalità delle
architetture recenti, murate grige, terrose, erose a vivo nella
struttura di pietre e calce, con arcate di tipo mediterraneo in pietra
bugnata che portano in sé infissa la data dei preesistenti insediamenti
e dei materiali precedentemente impiegati nella costruzione della più
antica Città. Lo sviluppo urbano li ha per fortuna inglobati e di certo
salvati al totale decadimento, quasi col gusto spontaneo di una
rivalutazione e di una continuità della storia. E per quanto tutte le
città, si possa dire, conservino la testimonianza del passato nel
proprio assetto urbanistico, tuttavia è raro, se non proprio
eccezionale, che una città fondata e sviluppatasi in seguito ad un esodo
protrattosi nel tempo, risulti poi costruita con le pietre, i materiali
e la tecnica costruttiva della preesistente e secondo lo stesso disegno
urbanistico dell’antica, che nel caso specifico arrocca i suoi ruderi
sul Monte di Guardia, a ben 7 chilometri dalla costa
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