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GIOIOSA GUARDIA
L’antica
Gioiosa sorgeva su di una vetta a pianoro, a 800 metri sul
livello del mare, che consente di abbracciare nell'arco visuale di 360 °:
di fronte, le isole di Vulcano e Lipari, i dorsi a crinali delle cime ventose
delle altre Isole Eolie; poi, su entrambi i lati del fronte costiero, sin’oltre
Capo d’Orlando (a sinistra) e Capo Milazzo (a destra); alle spalle, i Monti
Nebrodi e l’Etna. E questa vetta sulla costa gaia del messinese, che domina
sin’oltre il versante Nord-Occidentale dell’Isola, dovette avere per certo
rilevanza strategica nel quadro degli avvenimenti del periodo greco-romano ed
altresì nei precedenti periodi storici. Ma di certo non è il caso, bensì la
storia che permane nella tradizione, se a questo proposito si riporta
l’aggiunta in «vulgare» al più antico nome latino: «Joiusa Guardia» o «Gioiosa
Guardia»..L’accesso ai ruderi odierni
si rende ancor oggi meno che agevole per la stradella, in parte asfaltata, e
che impenna ad un tratto in ripida china, facilmente difendibile in caso
d’attacco. E ciò induce ad avvalorare l’ipotesi dell’oppidum, di un
posto di osservazione, che favorì nel tempo gli insediamenti d’intorno,
intensivi e tanto più necessari per le popolazioni della costa, in seguito ai
continui e ben noti saccheggi dei pirati; nonostante la costa, per il clima
ancora più mite, per la natura del terreno e l’abbondante presenza dell’acqua,
garantisse più facili condizioni di vita.
Il metodo di costruzione
è
caratterizzato dall’uso di pietre e di calce frammista ad una particolare
sabbia di cava, in gergo chiamata « ripiddu », per l’innalzamento dei muri
maestri, mentre per l’elevazione dei tetti erano impiegate travi in legno e
tegole.
La presenza di frammenti di
coccio e di laterizi mischiati fra le pietre emergenti con l’impasto
conglomeratizio dalle rovine, induce alla considerazione che Gioiosa Guardia
sia stata edificata in buona parte su costruzioni preesistenti. Questo dato,
peraltro, si evince dall’osservazione dei ruderi della Zona Nord-Ovest
dell’antica Città, che certamente fu ricostruita tutta nello stesso periodo.L’impasto dei frammenti di
laterizi ed in particolare il ritrovamento di coccio smaltato permette di
datare la costruzione al tardo Medioevo (sec. XV-XVI), in considerazione del
fatto che la tecnica d’impasto e dello smalto del coccio rinvenuto non può che
risalire a detta epoca.
L’Amministrazione civica di Gioiosa Guardia risulta, dai documenti storici, affidata ai
Giudici che con il Sindaco costituivano la rappresentanza sovrana, ma, con « a latere » e compiti propri nella qualità, prima di due e poi di tre Giurati
eletti dal Vescovo di Patti.Le decisioni della Pubblica
Amministrazione venivano prese in sede di Pubblico Consiglio della Città nei
giorni di festa e con l’intervento dei cittadini. Ma il diritto di voto sulle
decisioni spettava al Capitano della Città, ai Giurati nonché ai Consulenti nominati
a vita. Però le deliberazioni assumevano il crisma della legittimità e potevano
applicarsi dopo l’approvazione formale del Viceré e del Tribunale del Real
Patrimonio. Tuttavia, spettava poi al Visore Regio il compito di controllare la
spesa della Civica Amministrazione e, rilevandosi inesattezze o disavanzi, di
obbligare i Giudici al risarcimento.Il Sindaco, eletto dal Pubblico Consiglio,
rimaneva in carica tre anni. Ma i suoi compiti erano limitati al controllo ed
alla difesa degli interessi della Civica Amministrazione, quale procuratore
naturale e senza tuttavia aver alcun potere sui Giurati che assolvevano le
proprie funzioni sotto la diretta sorveglianza del Visore Regio. Le funzioni di
Sindaco, insomma, restavano alquanto delimitate e non esorbitavano, in nessun-
caso, da quelle di un patrocinatore dei pubblici funzionari, di consigliere
morale e di procuratore del popolo e pur sempre sotto il profilo delle pure
istanze generali.
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